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Corazze e corazzieri: la verità dei suoni

Gusci e trincee in una guerra di frasi e non di cuscini.
Ci sono vuoti di parole tra mancanze assordanti.
Vorrei riempire tutte le fosse, ma non c’è terra fertile.
Cerco l’asse perfetto e ho solo equilibri fragili.

“E allora si voltò e iniziò a gridare forte, più forte, ancora di più. Ma come in uno di quei sogni madidi di sudore, non c’era suono che uscisse dai polmoni. Li sentì sgretolarsi nel petto, come briciole di quei biscotti che avevano mangiato insieme così tante volte.
Strinse i pugni e lottò contro il vento, era solo una questione di fisica acustica. Ma non c’era più voce in lei. Non più.”

Respiri e sospiri.
Dormi, dormi.
Scivola tra i pensieri liquidi.
E chiudi gli occhi ancora.

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La felicità a 26 anni e la solitudine dei numeri primi

Lo so: 26 non è un numero primo. Però 26 è divisibile solo per 2 e per 13.
26 porta in sé la doppia essenza del numero primo.

Io sono nata prima. Prima che si concludessero i 9 mesi. Prima di mio fratello. Prima che finissero gli anni ’90. E ho continuato a vivere prima. Ho fatto la primina. Sono stata la prima tra le mie amichette ad avere il ciclo. Sono stata la prima della famiglia a laurearsi.
Io sono nata prima. Ho vissuto prima. E da prima.

E prima che me ne me rendessi conto, tutto è cambiato. Crono ha deciso che era il momento giusto per riprendersi quello che gli spettava. E così, nella narrazione della mia vita, il tempo del discorso si è adattato al tempo del racconto. E io ho cominciato a vivere una scena.

Fotogrammi di una vita

È difficile guardare un film in slow motion. È difficile capire cosa succede. È difficile prevedere quello che succederà. Si presta troppa attenzione a ogni minimo dettaglio. E un colore troppo acceso o un’ombra troppo scura rischiano di rovinare tutta la sequenza.

Ci sono brevi e intensissimi fotogrammi di gioia. Una felicità monoporzione, a volte troppo labile per assaporarne il gusto. E così finisci per perdere il senso del film che stai guardando. O che stai vivendo. A te la scelta.

Io forse sono finita per sbaglio in Twin Peaks. Ma in realtà sogno ancora di correre come Alexander Supertramp. Prima di essere troppo in ritardo.

Happiness is real only when shared.

Una (solitaria) Italiana a Barcellona
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Lettera a Palermo

Ricordo la sveglia della domenica con i Blues Brothers.
Ricordo pomeriggi interi passati nel parco.
Ricordo giornate di sole.
Ricordo la calia alla Magione.
Ricordo dormite in macchina e prese in braccio.
Ricordo l’odore dei campi di Cerda.
Ricordo la tua pasta aproteica.
Ricordo la prima gita a scuola.
Ricordo le scuole medie.
Ricordo le pizzerie.
Ricordo il compito di fisica e il tema di Italiano.
Ricordo i tuoi abbracci.
Ricordo la tua ultima carezza.
Ricordo i pianti.
Ricordo i saluti.
Ricordo la distanza.
Ricordo la mancanza.
Ricordo i ritorni.
Ricordo le perdite.
Ricordo il calore.
Ricordo risate, nottate insieme, musica e chitarre.
Ricordo il distacco.
Ricordo l’amore.
Ricordo il disprezzo.
Ricordo l’impossibile.
Ricordo i ricordi.
Ricordo che eri mia.

Mi chiedo adesso di chi sei.

Mi chiedo adesso: di chi sono?

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Referendum in Crimea: Russia VS Ucrania? La Snai se ne lava le mani

Ultimamente soffro una forma acuta di socialpatia, uno strano incrocio frutto di una misantropia virtuale e un rifiuto mediatico. Sarà che entrare in Facebook a volte mi da lo stesso malessere psicofisico di dieci minuti di Pomeriggio5 con Barbara d’Urso. O sarà che, nonostante sia consapevole dell’imperativo delle strategie di web marketing [scadenti], mal sopporto la mediocrità.

Fatto sta che, come spesso mi succede da quando sono una Italiana a Barcellona, leggendo vari post mi sono resa conto di una triste realtà, un fatto davvero insostenibile, oltre che vergognoso: la Snai non ha quotato l’incontro Russia-Ucraina, disputato in Crimea questo pomeriggio.

Gli Italiani e la domenica: “Ma a quanto era dato Russia-Ucraina?”

Sono fermamente convinta che questa sia stata un’altra mossa di quello stratega di Putin: “Facciamole di domenica ste elezioni! Ci giochiamo un quarto di opinione pubblica internazionale e отвяжись!”

Detto, fatto. Quindi di cosa posso mai colpevolizzare quei poveri Italiani se la Snai ha deciso che la partita tra Russia e Ucraina in Crimea non era degna di essere quotata per la giornata di campionato di domenica 16 marzo 2014?

Ci credo che l’unica preoccupazione di oggi fosse il Catania ultimo in serie A! Va’ sientili a ddi Palermitani…

Referendum in Ucraina: la Crimea sposa la Russia con il suo “Sì!”, ma il Milan perde di nuovo

Eeeeeeh, e che sarà mai? Quando ce n’è fregato niente a noi di politica? Insomma, su, stiamo solo parlando di un referendum come un altro che al massimo potrebbe armare due eserciti, scatenare sentimenti nazionalisti antisovietici e smuovere quel grande senso del dovere a stelle e strisce.

Non so se qualcuno oggi ha pensato realmente a quello a cui potremmo assistere il 21 marzo. Però so che oggi il Milan ha perso di nuovo.

 

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Come fare un colloquio a Barcellona: 5 parole chiave per avere un lavoro

Se ci fosse un grande sorteggio pubblico delle lettere del momento, come una specie di lotteria tragicomica, ci sarebbe un bambino su un palco con un maxischermo che con la sua mano piccola piccola tira fuori da una bustina di raso nero 5 tesserine dello scarabeo: C, R, I, S, I. Una strana e nefasta coincidenza, dato che tutte sono marcate dall’infame punteggio minimo. Forse perché formano la parola più comune e di moda oggi.

Eppure, da quando sono una Italiana a Barcellona, sento che 5 non è poi un punteggio così malvagio. D’accordo, non rappresenterà la perfezione divina del 3, né la  carica mistica del 7, ma il significato simbolico del 5 racchiude in sé il delicato concetto di umanità, sospeso tra il nulla dello 0 e la totalità del 10, il medium dove stat virtus.

E allora saranno 5 le parole chiave del mio personalissimo vademecum per ottenere un colloquio e trovare lavoro a Barcellona.

Le 5 parole chiave per trovare lavoro a Barcellona

1. C come Corre!

Il primo imperativo per trovare lavoro è (s-)muoversi. Purtroppo, i tempi in cui le mele ti cadono sulla testa e ti fanno diventare uno dei più grandi fisici della storia sono estinti, come i meli in città. Se vuoi che la fortuna bussi alla tua porta… assicurati di averne una. Cerca, leggi, scova, come se stessi davvero correndo, ma per puro gusto, non inseguito da una valanga di neve. O l’era glaciale prenderà il sopravvento.

2. R come Re-inventate

Siamo tutti d’accordo sul fatto che sia difficile trovare un lavoro, ma, diciamoci la verità, il problema più grande probabilmente sta nel rifiuto a ricrearci, in tutte le accezioni del termine. Accettare un lavoro in un call center, soprattutto quando sei un Italiano a Barcellona, lontano migliaia di chilometri da casa, può farti sentire più gratificato di quel che pensi (true story…) e darti una nuova famiglia con cui passare le vacanze di Natale quando ti dicono che non avrai giorni liberi a disposizione. Rompi i tuoi schemi mentali e sociali e, anche se hai dieci lauree in astrofisica, prova a vederti con una nuova luce, sia pure il fioco bagliore di un contratto a tempo determinato.

3. I come Imagínate

Se hai vissuto in Spagna, conoscerai di certo Buenafuente e se lo conosci sicuramente avrai sentito parlare di Emilio Duró (se non hai idea di chi sia, recupera subito cliccando qui) e della sua teoria sulla felicità. Sapevi che la fisica quantica è molto più metafisica di ciò che crediamo? Siamo circondati da microparticelle di positività che si aggregano tra di loro. Immagina il tuo colloquio, immagina quattro chiacchiere con il responsabile di Recursos Humanos e immaginati seduto su quella sedia, davanti a quella scrivania. Non è detto che il giorno dopo riceva una telefonata, ma pensa a quanto ti farà rilassare quest’immagine se dovessero davvero fissarti un appuntamento. Con sorrisi e selfconfidence saranno tuoi.

4. S come Socializa

Concentrati sul potere dei Social Network. È inutile che storci il naso e fai l’anticonformista. Non sto parlando di certo dei selfie su Facebook o degli aforismi rubati di Twitter, ma di vere reti di contatti che si espandono a macchia d’olio. LinkedIn, Google + e portali di ricerca di offerte di lavoro, tipo InfoJobs, possono davvero fare la differenza, soprattutto se cerchi di tenerli sempre aggiornati e, indispensabile, tutti collegati tra loro.

5. I come Insiste!

Non ho la formula perfetta per il lavoro sicuro a Barcellona, ma da quando sono qui non Lucignolo e Pinocchio Disneyho avuto troppi problemi a trovare come mantenermi. E se c’è una cosa certa è insistere, sbatterci la faccia, cadere, farsi male, ma sempre e comunque, ostinarsi ad andare avanti e mandare decine, centinaia di CV. Barcellona non è il paese dei Balocchi, ma tu, se vuoi, puoi anche non diventare un ciuco.